Aprire la connessione wifi di Alice Telecom Italia

Vi giuro, questo post lo butto giù di getto, e non penso minimamente al traffico che può generare, gli accessi etcetera, etcetera.

Visto che in rete si moltiplicano gli appelli ad aprire la rete wifi di casa per facilitare le comunicazioni nei luoghi del terremoto, io mi sono posto la domanda: ma lo sanno proprio tutti come si apre una connessione wifi? Chi ha in casa un router alice preconfigurato, è mai entrato nel pannello di amministrazione per variare dei parametri?

L’esperienza mi dice che solo una minima percentuale di persone è in grado di farlo, quindi ecco un tutorial per aprire il wifi di alice telecom italia in 4 passaggi

Passaggio 1

Aprite il browser e scrivete nella barra degli indirizzi 192.168.1.1

Passaggio 2:

Inserite la password che è admin, oppure 0000 oppure 1234.

Passaggio 3:

Cliccate sul bottone wifi nella colonna di sinistra:

Passaggio 4:

Selezionate modalità di cifratura ed impostatela in “disabilitata”

Il wifi di casa sarà ora disponibile a tutti, nel raggio d’azione di 200 metri circa in linea d’aria.

Consiglio inoltre, se possibile, di spostare il router di Alice il più possibile vicino ad una finestra, per potenziare il suo raggio d’azione.

+Antonangelo De Martini

Venezia , la cittadinanza digitale , il wifi pubblico , il bateocamp e tu

bannerbateo

Domani giovedì 2 Luglio 2009 partirò alla volta di Venezia per essere pronto a partecipare al Bateocamp che si terrà Venerdì 3 Luglio 2009 , non un barcamp come il nome potrebbe invocare , ma una presentazione ai bloggers della nuova rete wifi cittadina del comune di Venezia.

L’appuntamento è alle 10.30 al pontile della linea 1 di Piazzale Roma . Lì ci attenderà il nostro anfitrione Gigi Cogo ed insieme a lui ci imbarcheremo su un vaporino e percorreremo tutto il canal grande fino a San Marco e giù fino al Lido dove se il tempo sarà clemente potremo concederci un bel bagno nelle acque cristalline del bel mare Adriatico :)

Durante il tragitto , coperti costantemente da wifi,  effettueremo un completo beta testing della rete  e saremo opinionisti ( che fa tanto reality sciò )  vista la presenza del vicesindaco   Michele Vianello che risponderà alle domande sul progetto muniwifi e cittadinanza digitale.

Io da bravo nerd ho intenzione di chiedere se sarà possibile integrare la mesh wifi cittadina con altre reti wireless magari user generated per agevolare la copertura totale della città .

La giornata di Venerdì continuerà alle 19.00 in piazza San Marco con la caccia al tesoro organizzata da whaiwhai e anche nei giorni seguenti ci saranno eventi legati al wireless con l’esperimento locast del Mit , al quale dedicherò un post nel fine settimana .

Ecco le coordinate per rimanere informati :

il wiki dell’evento

l’account twitter

blog di whaiwhai

Locast experiment MIT

Ci vediamo a Venezia !

Wifi in Hotel

Sto ricevendo contatti per la realizzazione di reti wifi al’interno di strutture alberghiere. L’associazione di categoria di una nota località turistica della mia zona si è accorta che i loro ospiti richiedono con sempre maggiore insistenza il collegamento wifi.

Ho già pronti i router con captive portal e amministrazione delle login e passsword , registrazione dei log e tutto il resto per ottemperare all’articolo 7 del nostro maledetto decreto Pisanu.

Quello che però mi preme in questo momento è il riuscire a far comprendere agli albergatori che la wifi dovrà essere gratuita per i propri ospiti perché io ritengo che il far pagare il collegamento alla rete sia ancora più irritante che non trovare affatto l’accesso.

Ho preparato qui sotto un sondaggino. Con il vostro voto sarà più facile per me argomentare e sostenere le mie tesi , a prescindere dal risultato a cui il sondaggio approderà.

Grazie della vostra cooperazione.

[polldaddy poll=1534743]

Wifi 2.0 free the airwaves

In USA il 18 febbraio 2009 verranno spenti i trasmettitori per la televisione analogica e si libererà una consistente porzione di spettro radio dai 698 agli 806 MHz .

Si è acceso quindi il dibattito su come usare queste frequenze , o meglio se assegnarle mediante licenza ad operatori di broadcasting o di telecomunicazioni o lasciarle “unlicensed” .

Google a questo proposito è scesa in campo con un’iniziativa chiamata free the airwaves per sensibilizzare la popolazione sull’opportunità di ottenere uno spettro privo di licenze , come il famoso Wifi 802.11 , da usare con apparecchi di wireless broadband. Si tratta infatti di una ampiezza di banda notevole ( 108 MHz contro i 70 MHz dell’802.11 ) , di frequenze che risentono meno dell’attenuazione e che permettono una portata maggiore a parità di potenza di emissione.

Il dibattito è incentrato sul falso interessamento a fini di sviluppo di Google a cui preme unicamente un allargamento della base di utilizzatori del web (più gente su internet più visibilità di advertisement targato big G ) e sulle interferenze che potrebbero generarsi sia da parte dei broadcaster su frequenze adiacenti , sia verso altri apparati wireless che già usano la banda UHF , come radiomicrofoni e video-sender per telecamere mobili.

La decisione è nelle mani della FCC , l’ente federale per le comunicazioni americano , che sta compiendo alcuni test sul campo e che si pronuncerà sul rilascio dello spettro radio questo autunno.

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Ah per l’italia non c’è da preoccuparsi , lo switch-over è previsto per il 2012 , slittabili , visto che mi risulta che la copertura del DTT al momento sia un po’ indietro.

Traduttori Foneri cercasi

Fon ha lanciato ormai da un mesetto il suo wiki. All’interno si possono trovare tutorials , howto’s e guide passo passo alla configurazione di fonere e router , oltre a documentazione sui progetti della community , come gli add-on di freeWlan e Francofon.

Tutto il materiale è già disponibile in inglese , ma è possibile contribuire attivamente alla traduzione registrandosi.

Che stai aspettando , se hai una buona conoscenza dell’inglese e sei un baldo fonero , corri subito a dare il tuo contributo.

Io e Giorgio abbiamo già cominciato.

edit 09/07/2008

E’ scoppiato un mezzo casino non appena abbiamo iniziato a tradurre il wiki io e Zarrelli. Sembra che sia ancora in beta e le pagine marcate come /it debbano servire come ponte per le traduzioni in Cinese , Koreano e Giapponese.

Vi prego quindi di non tenere in considerazione la mia esortazione a contribuire alla traduzione.

Ulteriori comunicazioni a breve.

UPDATE 10/07/2008

L’esportazione verso le pagine Cino-Giappo-Coreane è terminata . Si puo’ cominciare a tradurre liberamente il wiki di FON.

Diamoci sotto :)

Venice connected , prova su strada

Per il ponte del 2 Giugno sono ritornato a Venezia dopo il twitter+fooga camp. Da bravo internet addicted , anche se mi ero imposto di lasciare i laptops a casa non ho fatto a meno di portarmi appresso l’iPhone come unico embedded internet device . Per essere più precisi , la mia connettività viene garantita da blackberry pearl 8100  per email e feeds rss e da iPhone per tutto il resto quando trovo una wifi aperta o un hotspot FON.

Insomma ero partito per un week-end parzialmente off-line , da godermi in spiaggia presso lo stabilimento di Venezia Spiagge dove mia madre da più di 20 anni ha un noleggio di pedalò . La mattina però , entrando nello stabilimento ho notato un banchetto con un manifesto di Venice connected , in spiaggia … on-line e la tentazione di provare questo nuovo servizio è stata troppo forte. Avevo già parlato di Venice-Connected, la muni-wifi del comune di Venezia , che tramite la società Venis spa ha in progetto di coprire l’intero territorio in mesh wifi con backhauling in fibra entro la fine del 2009. L’area degli stabilimenti di Venezia Spiagge è ,  assieme al piazzale del Palazzo del Cinema e Piazza San Marco , il testbed per il servizio di prossima attuazione.

Le aree coperte al momento sono grosso modo queste:

La prima stazione si trova nel mezzo della zona ombrelloni-camerini della ex Zona A e la seconda stazione nello stabilimento distaccato di San Nicolò .

Per la copertura radio la scelta di apparato è ricaduta su Cisco aironet serie 1520 . Una soluzione per outdoor access point  robusta , scalabile e  professionale.

La gestione degli accessi è  affidata a Colubris Network. La soluzione di network management di Colubris fornisce il controllo degli accessi mediante captive portal , bilanciamento del carico di rete , priorità dei pacchetti e qos . Non so se Venis spa abbia attivato tutte queste opzioni presso Colubris o se abbia scelto solo di usare il loro sistema di autenticazione utenti .

Il link alla rete internet è fornito da Venis spa tramite interbusiness . Non posso dire se in fibra o meno. Le prove che ho potuto effettuare con l’iPhone non mi hanno permesso di effettuare uno speedtest ne tantomeno un test di latenza. La sensazione di navigazione era comunque quella di una normale linea dsl , nemmeno troppo performante.

L’autenticazione degli utenti avviene mediante username e password contenuti in una scheda prepagata del valore di 3 Euro per 24 ore di connessione. I titolari di capanna e ombrellone stagionali possono godere della connessione gratis , diversamente si puo’ sottoscrivere un abbonamento wifi al costo di 20 Euro per il periodo che va dal 31/05 al 14/09 . Le tessere vengono rilasciate previa presentazione di una fotocopia del documento di identità per ottemperare alle richieste del decreto Pisanu in materia di antiterrorismo.

La prova su strada ha evidenziato una particolare difficoltà di accesso tramite dispositivo mobile. Safari per iPhone ha infatti renderizzato la pagina di login del captive portal come una normale pagina web , dovendo ricorrere alla funzione di pinch zoom per visualizzare chiaramente i campi di login. Una volta effettuato il login la navigazione è stata fluida e abbastanza veloce. Come ho detto dianzi avevo l’impressione di essere collegato mediante una normale adsl , niente che facesse presupporre una ampiezza di banda spropositata a monte. Ho effettuato una prova di chiamata tramite fring , sia con skype-out che con il mio server voip , e sono riuscito a conversare con il mio interlocutore , anche se la latenza era ai limiti del sostenibile. Ho riscontrato un paio di volte la caduta del segnale wifi , per una trentina di secondi circa  , ed al ritorno del segnale radio il link non richiedeva nuovamente la login . Una volta però che si riaccede alla rete dopo aver scollegato e ricollegato la scheda wifi dell’apparecchio viene nuovamente richiesta username e password.

Alla fine della giornata trascorsa in spiaggia mi sono fermato a chiacchierare un po’ con Sara , che per tutta la giornata si è adoperata per far conoscere e promuovere il servizio ai clienti dello stabilimento. In due giorni di servizio è riuscita a distribuire solo 9 tessere gratuite ad affittuari stagionali di capanne , 2 tessere sempre gratuite  ad un hotel che riserva posti ombrellone per i suoi clienti e una login da 24 ore al sottoscritto.

Sara ha detto che non ha riscontrato un eccessivo entusiasmo per l’esistenza del wifi in spiaggia, forse per la mancanza di una clientela particolarmente giovane . Qualcuno addirittura ha chiesto se avrebbe trovato il computer per navigare in internet sotto l’ombrellone !!

Insomma , nonostante la pompa magna con cui il servizio è stato lanciato , l’impiego di tecnologie di tutto rispetto e lo scrupoloso rigore nel seguire le norme vigenti , il servizio wifi di Venice Connected non ha fatto molto di più di un qualsiasi altro servizio già presente in altri stabilimenti balneari d’Italia . Piuttosto una volta di più mi viene da pensare come il modello del wifi partecipato alla Fon puo’ venire incontro a queste Metro-Wifi . Se come dice Quintarelli :

Wifi non e’ una tecnologia pensata per un operatore.
i costi di esercizio sono alti, rispetto a tecnologie diverse (HSxPA o Wimax).
L’idea di farlo meshed, sulla base delle tecnologie attuali, in citta’, non sta in piedi con i costi (IMHO).
A meno che non sia fatta totalmente dal basso da persone competenti (ma la copertura non puo’ essere ancora estesa); i costi si trasferiscono dall’operatore all’utente che opera il nodo.

Non esiste alternativa , o la rete cittadina wifi nasce dal basso , generata dagli utenti , o ci si deve rassegnare ad un fallimento.

Insomma , rimane valida l’offerta della pizza

Report e i danni del WIFI

image credits wellingtongrey.net

Non per dire ehh , ma io ne avevo parlato un anno fa.
Se anche Report e la Gabanelli mi scadono in questo modo riproponendo un reportage dichiarato farlocco e ampiamente sbugiardato ormai da un anno , non mi resta che tenerla spenta questa dannatissima televisione :)

UPDATE:

Grazie al Blog di Emiliano Bruni , scopro che Report a suo tempo aveva dedicato una striscia good news proprio al malefico WIFI  che nel servizio viene definito la  panacea del digital divide.

Sincronizzare Iphone con Amarok

Ho ricevuto l’iPhone giovedì scorso direttamente da Hong Kong , già bello che scarcerato e aggiornato alla 1.1.4.

Tra le prime cose di cui ho sentito la mancanza è stato ovviamente uno scarso supporto per Linux di questo meraviglioso gingillo.

In particolare mi premeva riuscire a riempire di canzoni gli 8 Gb a disposizione , visto che sul Macbook non ho nessun file mp3. Dopo brevi ricerche sono approdato ad un bel tutorial per Ubuntu che ho seguito , adattando qualche passo per applicarlo anche alla mia distro attuale , ossia Fedora.

Ecco per passi come operare per sincronizzare ottimamente via wireless il nostro iPhone con Amarok , l’amato player del lupo ululante.

Per prima cosa dobbiamo sbloccare l’iPhone , ma credo che questo ormai sia di una semplicità assoluta. Basta procurarsi Ziphone per Windows o Mac ed il gioco è fatto.

Una volta jailbreakato il nostro iPhone , installiamo mediante Installer.app BSD Subsystem e OpenSSH.

A questo punto dobbiamo agire sul nostro router wireless in modo che assegni un indirizzo ip definito per il nostro iPhone. Io uso dd-wrt su wrt54gs di Linksys e per assegnare sempre lo stesso indirizzo ad un apparecchio utilizzo dnsmasq , aggiungendo le seguenti stringhe nel campo dei comandi custom :

dhcp-host=xx:xx:xx:xx:xx,192.168.0.60

Alle x va sostituito il mac address dell’iPhone che si puo’ recuperare da Impostazioni->Generali->Info->Indirizzo Wi-Fi.

In questo modo , ogni volta che accederemo al nostro network wifi casalingo , il router assegnerà sempre l’indirizzo 192.168.0.60 all’iPhone.

Ora agiamo sulla nostra linuxbox. Se siamo già passati ad Ubuntu 8.04 , sarà sufficiente installare il pacchetto ipod-convenience che contiene tutte le dipendenze e gli script per montare file systems remoti via ssh.

Io invece ho usato Fedora ed ho installato gtkpod e fuse-sshfs.

Una volta installati i pacchetti , aggiungiamo il nostro account al gruppo fuse e creiamo una directory /mnt/iphone con permessi 777.

Lato Amarok nelle impostazioni alla sezione device , clicchiamo su add device . Il tipo di device da scegliere è ovviamente apple ipod , il nome Iphone e il punto di montaggio /mnt/iphone.

Salviamo e accediamo alla configurazione avanzata e immettiamo i seguenti parametri :

in pre-connection:

sshfs -o uid=500 root@192.168.0.60:/private/var/mobile/Media /mnt/iphone

(uid=500 è l’uid sulla mia linux box , scoprite il vostro con il comando id username )

In post-disconnection:

fusermount -u /mnt/iphone

Chiudiamo Amarok e proviamo se funziona il giochino.

Accendiamo l’iPhone , attiviamo la WIFI e il server ssh . Attendiamo una trentina di secondi e lanciamo Amarok . Dovrebbe presentarsi una mascherina che ci chiede una password. Immettiamo la parola alpine (password di default per il firmware 1.1.4 dell’iPhone) .

Et voilà , il contenuto del nostro iPhone apparirà come per magia nella colonna sinistra del playlist manager di Amarok.

A questo punto , basta selezionare una playlist di nostro gradimento da Amarok e con il tasto destro del mouse scegliere invia a dispositivo multimediale. Tornando alla sezione device di Amarok , far partire la coda di trasferimento e attendere la (piuttosto lenta a dirla tutta) copia dei brani dal nostro pc linux all’iPhone.

Riferimenti :

https://help.ubuntu.com/community/PortableDevices/iPhone

http://gentoo-wiki.com/HOWTO_Using_an_iPhone_With_Gentoo_Linux

Diciannove mesi per compiere il miracolo

Martin Varsavsky nel suo blog illustra in maniera assolutamente trasparente la situazione finanziaria di FON.

Gli ulteriori 9.5 milioni di dollari di finanziamento , ricevuti da Coral Capital Management garantiranno a FON ancora un anno e mezzo circa di operatività prima di raggiungere il Break-even previsto per la fine del 2009.

In questi diciannove mesi FON dovrà lanciare il servizio in Russia e consolidare il network wifi in tutto il mondo per arrivare al profitto.

Io la vedo dura per una serie di motivi .

Il principale è l’affidabilità del network . Tutti abbiamo provato FON sul campo e sappiamo quanto siano inaffidabili le mappe . L’user generated network è un’idea meravigliosa , ma ingestibile in maniera centrale. Se il gestore del nodo decide che quando è fuori casa non vuole nessun apparecchio acceso e stacca la corrente , noi perdiamo l’accessibilità all’hotspot . Se la sua adsl è giù , noi perdiamo l’accesso. Se decide di mettere l’hotspot in cantina ché tanto il segnale dentro le mura di casa arriva , niente social wifi. E così via.

Un altro motivo è la difficoltà di accesso una volta trovato il segnale. Sto parlando sia di difficoltà di immissione di username e password da dispositivi mobili dotati di accesso wifi , per via di un captive portal non pensato per le basse risoluzioni degli smartphone , sia su un farraginoso metodo di acquisto dell’accesso.

Determinante motivo infine è la delusione dei foneros Bill sull’entità delle revenues percepite da connessioni Alien che li puo’ portare a disattivare i loro hotspot. Personalmente in quasi un anno e mezzo , non ho ancora trovato testimonianze di Foneros soddisfatti del rendimento del loro Fonspot . Anche la mia esperienza di Bill , nonostante abbia coperto una struttura ricettiva , è abbastanza deludente; ho venduto solo cinque one day passes e un five-days per un totale di poco meno di dieci euro.

Ho una grande stima di Varsavsky e lo credo capace di poter rimettere in piedi questo movimento e di riuscire a trovare la strada giusta per conciliare business e community.

Non sarà facile , quindi un in bocca al lupo a Fon.

Whisher Reloaded

Whisher.com il servizio di wifi-sharing lanciato da Mike Puchol e Ferran Moreno si rinnova , affilando le armi per sferrare il colpo decisivo e calando l’asso della killer application .

Ho parlato più di un anno fa di Whisher , considerandola un’idea brillante , ma ancora farraginosa per via di un client stumbler proprietario , un po’ bacato e pesante.

Ebbene , in casa Whisher si sono chiesti perché reinventare la ruota , quando si puo’ migliorarne il funzionamento per raggiungere i propri scopi ; e così l’applicazione Whisher diventa un plugin per il wifi manager di Windows e Mac OSX

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Una volta aggiunto il plugin , possiamo registrarci su Whisher.com e creare un profilo. Da questo momento aggiungendo il nostro wifi casalingo alla rete whisher , entriamo a far parte della community e possiamo godere del roaming gratuito su tutta la rete.

Come al solito un ottimo mash-up di google maps ci fornisce la geolocalizzazione degli hotspot sul territorio

schermata-3.png

In più Whisher introduce WIFI-out una sorta di moneta universale per hot-spot commerciali. Caricando il vostro account di crediti , potrete accedere a migliaia di hotspot a pagamento sparsi per il mondo della rete Orange, Swisscom e BT Openzone.

Insomma mi sembra che Whisher abbia intrapreso la strada giusta . Ora non ci sono più scuse per far crescere adeguatamente la community .

Il mio pensiero è rivolto alle centinaia di migliaia di Alicisti wifi che se aderissero in massa a Whisher potrebbero creare un enorme network wifi solo con due click di mouse.

Insomma che aspettate , andate a scaricare whisher immediatamente.