Piccioni


Qui in ufficio aveva preso dimora una piccola colonia di piccioni. Quattro coppie che avevano cominciato a covare e in breve tempo avevano formato un’allegra colonia di una dozzina di elementi che svolazzava felice tra le intercapedini del capannone che ospita i nostri uffici.

Gru gruu gruuuu gruuuuu e scagazzate giù per il piazzale e svolazzi e bieche occhiate colombesche dai cornicioni.

Poi da ieri non se n’è visto più nessuno. Saranno migrati verso altri nidi, a rallegrare qualcun’altro, ho pensato.

Luigi arriva oggi dicendo “Ne vuoi di piccioni, sono buoni si sono morti alla cascina, erano a beccare il grano, non sono colombacci schifosi di città, più di duecento cartucce ho sparato”.

Allora ho scoperto che il comune di Larciano/San Rocco ha indetto una caccia di selezione che ha permesso l’eliminazione di più di 800 piccioni che ormai da mesi infestavano l’area comunale, creando seri danni al paesaggio urbano e all’agricoltura.

ilpost.it su kindle

Kindle è un meraviglioso dispositivo per la lettura, già lo sapete. Non esiste nessuna esperienza simile, sia via tablet retroilluminato, sia tramite altri lettori ebook a inchiostro elettronico.

Il bisogno che nasce quasi subito,  però,  è  avere una fonte di notizie fresche aggiornate quotidianamente e per questo l’offerta italiana è molto limitata, anzi, forzata alla sola Stampa di Torino disponibile in Kindle edition.

Per fortuna esiste Calibre, il perfetto compagno del nostro dispositivo di lettura preferito. Ebbene, Calibre, tra le altre cose, è in grado di scaricare ad intervalli regolari un feed rss, trasformarlo in formato mobi e consegnarlo via email al nostro indirizzo nomeutente@kindle.com.

Grazie a queste funzioni possiamo costruire il nostro aggregatore di notizie personalizzato e depositare ogni mattina le notizie sul nostro Kindle in maniera automatizzata. Chiaramente questo non è un processo facile e richiede alcuni trucchetti, ma niente di impossibile. Vediamo insieme come procedere, prendendo per esempio l’ottimo news remixer italiano ilpost.it.

Per prima cosa abbiamo bisogno di un abbonamento a Google reader. Google reader è l’aggregatore di feed rss più completo in circolazione, permette la consultazione dei feed, la loro catalogazione in tag e soprattutto la possibilità di rendere pubblici i tag selezionati. Quest’ultima caratteristica di google reader è quella che useremo per fare il parsing dei feed de ilpost.it. Di default infatti ilpost.it rende disponibile solo i primi 10 articoli nella home page, tramite feedburner. I feed sono rilasciati in maniera integrale e non troncati, quindi perfetti per la lettura del contenuto.

Usando google reader come buffer, possiamo tranquillamente aggirare questa limitazione ed attingere quindi ad un maggiore numero di feed, utile nel caso in una giornata vengano pubblicati più di 10 posts.

Per prima cosa assegniamo un tag alla fonte rss de ilpost.it, banalmente chiamata “il post”

Successivamente nei settaggi di google reader rendiamo pubblica l’etichetta appena creata.

Ed andiamo a visitare la public page dell’etichetta “il post”

Ricaviamo ora l’indirizzo del feed rss di questa etichetta fornita via google reader, cliccando sull’icona del feed rss o sul link atom feed. Ecco quello che otteniamo:

La parte che ci interessa è l’indirizzo del feed atom ovviamente. Anche qui dobbiamo adottare un piccolo trucchetto per ottenere più articoli, in quanto di default il feed atom di google reader restituisce solo i primi 20 articoli. Per ottenerne di più basta aggiungere alla fine dell’url la stringa ?n=x dove con x indichiamo il numero degli articoli desiderati. Forse è più chiaro con un esempio:

www.google.com/reader/public/atom/user/08725434140128325765/label/il%20post?n=40

Fornisce 40 articoli de ilpost.it dal più recente al più vecchio. Il limite delle API di Google è di 100 articoli, quindi abbiamo ampi spazi di manovra.

Ottenuto l’indirizzo del feed rss completo e composto dagli articoli desiderati, dobbiamo mettere all’opera Calibre.

Questa parte è un po’ hackish, vuoi perché abbiamo la necessità di avere un computer sempre acceso, vuoi perché l’ideale sarebbe farlo girare in un ambiente virtuale in modo da non occupare risorse al nostro desktop. In sostanza, dobbiamo mettere su un servizio e non tutti hanno la possibilità di avere a disposizione queste risorse.

Io per la parte Calibre mi sono affidato ad una virtual machine che avevo, sonnacchiosa, residente nello Xen qui in azienda. E’ una Lucid 10.4 desktop per la quale esistono i pacchetti di Calibre e sono installabili direttamente da software manager o via apt-get install.

Una volta installato Calibre, configuriamolo per dispositivi Kindle, in modo che crei di default files in formato .mobi. Durante il wizard ci verrà anche chiesto il nostro indirizzo @kindle.com e i parametri per l’invio dei documenti via email.

Sistemati questi parametri dobbiamo passare a configurare lo scaricamento dei feed rss usando l’indirizzo che abbiamo ricavato poc’anzi

Riempiamo i campi : titolo ricetta – articolo più vecchio – numero massimo di articoli per feed (la traduzione è alquanto bizzarra, specialmente per quanto riguarda “ricetta” che evoca, ahimè, cotto e mangiato della Parodi)

Inseriamo il titolo del feed e l’url che abbiamo ricavato dalla pagina shared item di google reader, ricordando di aggiungere ?n=x alla fine con x uguale al numero di articoli che vogliamo prelevare.

Per finire chiudiamo con il pulsante aggiungi/aggiorna ricetta e close.

A questo punto dobbiamo schedulare lo scaricamento.

Qui ho bisogno di prove sul campo. Infatti se è vero che con i settaggi evidenziati nell’immagine qui sopra recupero tutti gli articoli alle 6.00 e che grazie al parametro articolo più vecchio 1 giorno, non dovrei avere fastidiose sovrapposizioni, non ho ancora testato il reale funzionamento del processo automatizzato. Magari ne darò conto nei prossimi giorni nei commenti.

Abbiamo fatto. E’ sufficiente lasciare Calibre in esecuzione sulla macchina virtuale e terminare la sessione di desktop remoto (nx, via, siamo sotto linux o no?) e il programma dovrebbe eseguire in automatico le seguenti operazioni:

1)ogni mattina alle 06.00 scaricare i feed rss dalla nostra pagina shared items
2)controllare che non ci siano articoli più vecchi delle 06.00 del giorno precedente
3)convertire il feed xml in formato .mobi
4)inviarlo come allegato per posta al nostro indirizzo @kindle.com

A questo punto è sufficiente accendere la wifi o il 3g del Kindle per vedersi recapitare ilpost.it pronto per essere letto con soddisfazione con il nostro reader preferito.

Una considerazione finale che mi preme fare è che, molto probabilmente, questo metodo di parsing delle notizie va contro gli interessi dell’editore de ilpost.it in questo caso, in quanto in questo modo si enuclea completamente il contenuto pubblicitario, linfa di sostentamento per il sito. Ma non è una questione di furbizia per evitare noiose pubblicità, che tra l’altro ne ilpost.it non sono neppure troppo invasive, ma una semplice procedura per soddisfare un bisogno che si era manifestato per quanto mi riguarda.

E’ normale che se ilpost.it fosse stato disponibile in formato push per kindle, anche senza passare dallo store Amazon (vedi instapaper) anche ad una cifra congrua per abbonamento, avrei evitato di pensare a questa soluzione, che tra l’altro, non ho controllato, ma potrebbe già essere stata adottata da altri, documentata su blog e così via.

Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.

Comprare il Kindle 3 da Amazon USA

Non lo so, ma credo che questo post debba essere marcato come obsoleto, dal momento che è possibile acquistare il nuovo kindle a 99€ da amazon.it.

Ho comprato il nuovo Kindle 3 direttamente da Amazon USA. Comprare il Kindle direttamente da Amazon è un’operazione veloce e semplice e anche la spedizione è di una velocità impressionante, come si può vedere dal tracking che riporto qui sotto:


November 11, 2010	11:58:00 AM	BERGAMO IT	Completed customs clearance process
November 11, 2010	04:36:00 AM	BERGAMO IT	Arrived at destination country
November 11, 2010	03:56:00 AM	BERGAMO IT	Arrival Scan
November 11, 2010	02:39:00 AM	KOELN (COLOGNE) DE	Departure Scan
November 11, 2010	12:32:00 AM	BERGAMO IT	Completed customs clearance process
November 10, 2010	11:26:00 PM	KOELN (COLOGNE) DE	Arrival Scan
November 10, 2010	07:40:00 AM	BERGAMO IT	Completed customs clearance process
November 10, 2010	05:39:00 AM	Louisville KY US	Departure Scan
November 10, 2010	02:59:00 AM	Louisville KY US	Departure Scan
November 10, 2010	01:53:00 AM	Louisville KY US	Arrival Scan
November 9, 2010	07:13:00 PM	Sparks NV US	Departure Scan
November 9, 2010	05:29:00 PM	Reno NV US	Shipment received by carrier
November 9, 2010	07:32:37 PM	US	Shipment has left seller facility and is in transit

Il problema purtroppo si presenta alla dogana, dove non esiste un canale differenziato per le importazioni effettuate dai privati e l’iter seguito è quello di default. O quasi, non saremo certamente obbligati ad incaricare uno spedizioniere doganale, ma un nostro intervento è richiesto presso UPS che provvederà ad inoltrare le nostre dichiarazioni alla dogana competente (Orio al Serio nel 90% dei casi).

Non appena il pacco raggiunge lo scalo e passa i controlli doganali dovremo fornire ad UPS :

  1. Esatta descrizione della merce e conferma valore
  2. Voce doganale
  3. Conferma dati fiscali per intestazione fattura e bolla doganale
  4. Dichiarazione di Washington per importazione merce composta da pelle (nel caso avessimo acquistato anche la stilosissima custodia in pelle.

Se i punti 1 – 3 e 4 possono essere facilmente comunicati, quello che spiazza un utente privato è senza dubbio la voce doganale da dichiarare. Esiste a questo scopo un servizio online dell’agenzia delle dogane http://aidaonline.agenziadogane.it/nsitaric/index.html , ma vi sfido a trovare la voce giusta se non venite aiutati da un esperto doganale.

Fortunatamente qui in dema l’importazione è il nostro pane quotidiano e con un paio di telefonate e cinque minuti d’attesa sono riuscito ad avere le tariffe doganali pertinenti.

Per facilitare tutti quelli che hanno intenzione di comprare un kindle dallo shop online USA di Amazon, ho deciso di condividere attraverso questo blog  queste semplici istruzioni:

  1. non appena si riceve la telefonata dell’addetto UPS alla dogana di Bergamo comunicare la vostra email in modo che vi venga inviata la modulistica necessaria.
  2. Una volta  ricevuta la modulistica via email, consultarla e se corrispondente scaricare questi due file da me pre- compilati:
    -Dichiarazione per l’importazione alla dogana di Orio al Serio¹
    -Eventuale dichiarazione di Washington²
  3. inviate i moduli all’indirizzo email del corrispondente UPS che vi ha contattato ed attendete il vostro pacco il giorno successivo.

Semplice e veloce, come l’esperienza di lettura ─ mi auguro ─ sul mio nuovo Kindle 3.

¹Il file è in formato ODT

²Vedi nota 1

Gli status updates sono miei e me li gestisco io.

Una delle regioni per cui questo, ma anche moltissimi altri blog non è più aggiornato è l’ormai consolidata affermazione dei sistemi di microblogging. Quello che prima aveva ragione di essere postato all’interno di un blog ora viene veicolato tramite altri canali. Segnalazioni e quotes su Tumblr o Posterous; stati d’animo, short links e foto estemporanee catturate con lo smartphone su Twitter o Identi.ca; discussioni animate con veloci botta e risposta su Friendfeed (o anche Facebook, al limite, ma anche no..)

Il blog si ritrova quindi abbandonato dal flusso dei pensieri del proprio autore che ci scrive ormai solo approfondimenti o, come nel mio caso, appunti di lavoro da condividere con tutti.

Esiste però un problema di fondo nei comportamenti che ho elencato qui sopra. Tutto quello che scriviamo e lasciamo on line è depositato su server altrui, molte volte senza API efficaci per fare il dump delle nostre conversazioni, insomma, una volta che lanciamo un twit e lo depositiamo nei server del servizio, perdiamo il possesso del nostro contenuto.

E’ vero che tramite feed xml possiamo importare in tempo reale e conservare una copia del nostro lifestream, ma con una installazione di Statusnet nel nostro dominio possiamo avere la piena proprietà dei nostri dati.

Per l’installazione di StatusNet sono necessari:
1)PHP 5.2.3
2)MySQL 5.x
3)Apache2 o Lighttpd
In pratica una semplice installazione LAMP. Inoltre sono richieste le seguenti estensioni di PHP:- Curl – XMLWriter – MySQL – GD – mbstring.
Ora, non mi vorrei sbilanciare, ma chiunque abbia un blog hostato dovrebbe avere tutto il necessario, anche se per un fine tuning sarebbe opportuno avere l’accesso ssh. In alternativa si potrebbe comprare un VPS su Linode o su Amazon con tariffe che partono dai 20$ circa al mese.

La soluzione più conveniente è senza dubbio Dreamhost che con 8.95$ al mese offre uno shared hosting con accesso ssh dalle prestazioni, specialmente lato database, non esaltanti, ma perfettamente adatte al nostro scopo. Dreamhost inoltre fornisce Statunet via 1click install con relativi updates automatici.

Io ho attivato da quasi un mese cpline.net/ping verso il quale faccio affluire tutti i miei status update. Da Cpline Ping tramite Oauth, in tempo reale, lo status update viene pubblicato anche su Twitter e da Twitter viene importato su Friendfeed e a sua volta su Facebook.
Status update flow mockup

La conversazione ― sporadica, il mio social mojo è molto basso ultimamente, segno dell’età che avanza, forse ― si snoda principalmente su Friendfeed che possiede l’interfaccia più efficace per discutere un thread.

Io mi trovo bene e sono sereno con i backup giornalieri automatici da Dreamhost verso Amazon S3. Se vi può interessare posso dedicare un post ad un howto passo-passo per installare Statusnet sotto il vostro dominio. Fatemelo sapere nei commenti, nel caso :-)

Web radio con Amazon EC2

Come forse già sapete, Amazon ha lanciato le nuove micro istanze da 0.02 US$ l’ora che permettono di avere un server virtuale  con 633 MB di Ram e 1 VCPU. Questo ci permette di poter fare delle sperimentazioni senza troppi patemi d’animo.

Quello che segue è un piccolo esperimento per un server webradio Icecast da usare in qualsiasi momento per una diretta radio estemporanea con la possibilità di collegare un discreto numero di ascoltatori contemporaneamente.

Infatti ogni istanza EC2 Amazon dovrebbe poter contare su 250Mbps di banda upstream, il che permette un totale di quasi 1900 ascoltatori a 128Kbps con un costo indicativo di circa 0.15 us$ per Gb. Per un’ora di trasmissione con 2000 ascoltatori dovremmo spendere all’incirca 15 euro. Ci dovremmo stare nelle spese :-)

Andiamo a vedere nel dettaglio come lanciare un’istanza micro di fedora core 8.

Continua a leggere »

Fonera SIMPL disponibile

Ah Fon, quattro anni fa ero letteralmente pazzo per questo progetto, tanto da aprire questo blog che nelle sue primarie intenzioni si prometteva di aggiornare costantemente con gli occhi del membro della community le novità tecniche, gli hack e gli esperimenti che crescevano attorno al movimento.

Sono passati quattro anni e il movimento Fon, almeno qui in Italia, ha perso ogni impulso, almeno per quanto mi riguarda. Stefano ha abbandonato il progetto, lasciando nelle buone mani di Michelangelo la gestione dei foneros italiani e del blog.

Insomma, Fon ha perso il suo brioso spirito iniziale, ma rimane pur sempre una community che realmente ha distribuito quasi 2 milioni di router in giro per il mondo. Non ha realizzato il sogno di una rete globale wifi mantenuta dagli utenti, ma rimane sempre il miglior progetto wireless esistente.

In questo quadro generale non proprio esaltante arriva un nuovo router dopo la controversa Fonera 2.0n. Ne avevo parlato su queste pagine un anno fa, evidenziando caratteristiche decisamente superiori alle precedenti fonere, ma raccogliendo nei commenti successivi molti problemi legati al chip Ralink 3052F e ai drivers non testati per il dual SSID. I problemi sono stati poi risolti ad Aprile 2010 con il firmware 2.3.6.0.

La nuova fonera è la SIMPL

Chip Ralink RT3050F a 320Mhz, 2MB Flash(pochi!), 32 Mb RAM 1 porta WAN e 1 porta LAN, 802.11n, antenna rimovibile.

Il tutto al prezzo di lancio di 39 Euro incluse spese di spedizione. Non è ancora stata pubblicizzata nello store front di shop.fon.com, ma è ordinabile a questo link https://shop.fon.com/FonShop/shop/FPPLoginOrRegisterController?purchase=1:PRD-023

Aspetto di riceverla al più presto da Michelangelo per riportarvi le mie impressioni a riguardo.

Foto credits: Steven Leeman http://picasaweb.google.be/steven.leeman/2305E#

Ferie, ferie

Post veloce veloce, ché il wordpress ci ha questo quickpress che avrò usato sì e no due volte e per dire che io qui chiudo per ferie fino al 29 Agosto.
Per tutto il resto ci sono i social che entrano dentro l’iPhone ai quali occasionalmente darò fuoco.
See you in September buddies :-)

Old sources su Ubuntu non più mantenute

Certe volte capita di dover lavorare su vecchie installazioni di Ubuntu, ancora perfettamente funzionanti ma non di classe LTS e quindi ormai abbandonate.

Può capitare di voler aggiungere qualche pacchetto, ma essendo scaduto il supporto, apt-get install non funziona più.

La soluzione è cambiare il file sources.list, elencando come target old-releases.ubuntu.com. Ecco un esempio con Gutsy 7.10  :

deb http://old-releases.ubuntu.com/ubuntu/ gutsy main restricted
deb http://old-releases.ubuntu.com/ubuntu/ gutsy-updates main restricted
deb http://old-releases.ubuntu.com/ubuntu/ gutsy universe
deb http://old-releases.ubuntu.com/ubuntu/ gutsy-updates universe
deb http://old-releases.ubuntu.com/ubuntu/ gutsy multiverse
deb http://old-releases.ubuntu.com/ubuntu/ gutsy-updates multiverse
deb http://old-releases.ubuntu.com/ubuntu/ gutsy-security main restricted
deb http://old-releases.ubuntu.com/ubuntu/ gutsy-security universe
deb http://old-releases.ubuntu.com/ubuntu/ gutsy-security multiverse

Dopo un apt-get update possiamo nuovamente aggiungere il pacchetto preferito con apt-get install.

The antenna issue

Era il 1994 e cominciavano ad uscire sul mercato i primi telefonini senza antenna esterna.

Ricordo come fosse oggi la conversazione condita da abbondante ironia toscana tra Danilo, radioamatore di vecchia data, ed un suo amico sull’efficienza dei telefonini con antenna interna.

Amico di Danilo:” Ho letto su “Il cellulare” che questi nuovi telefonini senza antenna funzionano da dio!”
Danilo:”Come no! Ad esempio io in cantina ho un vecchio televisore, la mia casa è di quelle di un tempo con i muri spessi, sai?
ADD:” Sì, ho presente, ma che c’entra il televisore?”
D.:” Aspetta che ti dico. Insomma lì sotto c’è questo televisore, ma non gli ho attaccato l’antenna sul tetto, ho usato una di quelle antenne portatili, anzi ho aperto il pannello posteriore  e l’ho messa dentro lo chassis. Vedessi come si vede bene!”
ADD:”Mi stai prendendo per il culo?”
D.:”Fai te!”

Tutto questo per dire che :
1)anche se l’intensità del segnale è decuplicata rispetto a 10 anni fa, un telefonino rimane sempre una ricetrasmittente e quindi ha bisogno di un efficiente impianto d’antenna.
2)L’antenna va bene montata internamente ma va installata nel posto più scoperto del telefono, tipicamente a contatto del pannello posteriore vicino all’estremità superiore dell’unità.
3)Alla luce di queste considerazioni, come cazzo ti può venire in mente di posizionare l’antenna in basso a sinistra!

Il mediacenter in salotto

Finalmente ho deciso di dotarmi di una postazione di home entertainment in salotto così composta :

Tv lcd full HD 37 pollici LG 37LD428
Decoder sky HD
Asus eeebox  PC EB1501

Se ovviamente lato televisore e decoder c’è veramente poco da smanettare nel piccolo eeebox possiamo mettere le mani con soddisfazione  e creare un media center di tutto rispetto mantenendo ingombro e rumorosità sotto controllo e, cosa da non sottovalutare, senza deturpare l’arredo con “case” catafalchi e grovigli di fili.

L’eeebox EB1501 è stato scelto fra i vari nettop principalmente per tre motivi.
Il primo è che ho un’ottima stima di Asus come produttore e nessuna brutta esperienza con i suoi prodotti, il secondo è la dotazione di serie di un telecomando a raggi infrarossi e un ricevitore IR integrato, indispensabile per un mediacenter e l’ultimo perché è uno dei pochi nettop che incorpora anche il lettore DVD (sempre più raramente, ma a volte può capitare di vederne uno).

Per il resto le caratteristiche sono quelle di un comune nettop: intel atom 330 dual core, 2 Gb Ram, disco da 250 Gb, grafica Nvidia ION, porta Lan e WLAN b/g/n.

Non mi dilungo sulle valutazioni dell’hardware in quanto l’Eeebox EB1501 è ormai in commercio da un pezzo ed è stato già rivoltato come un calzino.

Vediamo come al solito passo passo come procedere all’installazione del software che si appoggerà su Ubuntu 9.10 e XBMC.

Continua a leggere »

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.