E’ per me un periodo di riciclo, di rivalutazione delle cose di una volta.
Intendiamoci, con i tempi che corrono, le cose di una volta si possono annoverare negli oggetti che hanno anche solo due anni di vita.
Ecco alcuni strumenti che ho rimesso in vita e ri-cominciato ad usare su base giornaliera.
MacBook Nero 1.1 anno 2006
Core Duo (T2500) 2.0 GHz
1 GB PC2-5300 DDR2
80 GB (5400 RPM) Serial ATA (1.5 Gb/s)
13.3″ Widescreen Glossy display.
E’ il mio primo e unico macbook, usato con assiduità per circa tre anni e poi abbandonato, prima in favore di un netbook 10,1 asus e poi semplicemente non usato per minore necessità di computazione in mobilità; per intenderci la comparsa degli smartphone ha ridotto l’esigenza di portarsi sempre appresso un notebook.
Ultimamente viaggiava sempre in borsa, ma sempre spento e veniva utilizzato solo nell’eventualità di un intervento presso qualche cliente. Le ragioni di un progressivo disinnamoramento credo siano da ricercarsi nel fatto che una macchina così poco dotata dal lato hardware ormai faticava, e non poco, con il carico del sistema operativo Mac OsX Leopard.
Alcuni giorni fa la svolta. Seguendo la precisa guida di Arch Wiki ho fatto piazza pulita di MacOs e installato Archlinux. Il macbook è tornato a nuova vita. Una saetta incredibilmente performante, con tutte le periferiche funzionanti, una sospensione su ram — che con macosx aveva smesso di funzionare per problemi di intermittenza del chip bluetooth — favolosa e una durata di esercizio delle batterie forse maggiore che con MacOs*.
continua…
*quest’ultima valutazione può essere falsata dal mio rinnovato entusiasmo nel veder volare un computer che prima era lento come una lumaca

L’hanno fatto in molti , di postare le prime impressioni d’uso del nuovo OS di casa Apple.
Anche io preso da una irrefrenabile smania di consumismo avevo pre-ordinato il dvd presso l’apple store e venerdì 26 Ottobre , puntuale come l’orologio atomico di Mainflingen , il cofanetto era sulla mia scrivania.
Ho aggiornato Tiger al volo senza nessuna precauzione , pulizia di applicazioni , backup di dati , solo schiaffato dento il dvd e via. Dopo un’oretta e mezza , Leopard era lì in bella mostra sul mio macbook.
La prima impressione , lo devo ammettere è stata negativa . Le applicazioni si aprivano molto più lentamente e addirittura gli effetti exposè creavano degli artefatti nelle animazioni. Poi , il modulo bluetooth , che come chi mi segue sa , già dava problemi , ha smesso completamente di funzionare.
Ho provveduto quindi ad un reset della PMRAM e NVRAM e anche se il bluetooth è definitivamente andato , il sistema si è subito svegliato ed ha cominciato a comportarsi come si deve.
Non mi addentrerò sulle incompatibilità riscontrate , cosa che tra l’altro sta affrontando anche Gioxx egregiamente sul suo blog , ma mi soffermerò sul fottuto bluetooth.
Ora è manifesto che si tratta di un problema hardware . Un problema probabilmente dovuto ad interferenze interne , o anche solo ad un cavetto allentato . Ma la riparazione comporta il disassemblaggio del notebook e portarlo in assistenza e vedersi cambiare la logic board con conseguente salasso finanziario non è nelle mie intenzioni. E poi , chi lo ha mai usato il bluetooth !
Il grosso problema che causa la perdita del modulo , è che il laptop si rifiuta di andare in stop . Chiudi il latch , e dopo 15 secondi invece di attivare il suspend to ram , il computer si rianima.
Per ovviare a questo problema ho cambiato i parametri di sleep del sistema. Infatti se invece di attivare un (safe) suspend to RAM , si istruisce di fare un dump della RAM su HD (hibernation) , si riesce finalmente a mettere il laptop in stop.
Ecco la stringa da dare su terminale per attivare l’ibernazione su disco
$ sudo pmset -a hibernatemode 1
$ sudo nvram “use-nvramrc?”=false
Dopo un reboot , quando si chiude lo schermo , il laptop entra in stop . Quando si vuole continuare a lavorare , occorre premere il pulsante power e attendere circa una trentina di secondi per avere il resume.
Sì , lo so è un workaround fastidioso , ma non mi va di spendere nell’assistenza Apple , e sono troppo faint-hearted per provare a ripararlo da solo.
Settimana tremenda qui . Lavoro in primis e anche sul piano personale bella tosta .
Ho raccolto comunque un po’ di cose da scrivere per un post assolutamente della serie who cares. Siete avvisati se avete intenzione di proseguire nella lettura.
Chi segue questo blog , avrà saputo che settimana scorsa la mia linuxbox casalinga è morta per cedimento della scheda madre. Ho provveduto a rimpiazzarla con un nuovo computer decisamente muscoloso e con la scelta di Ubuntu come sistema operativo.
La versione di Linux per gli esseri umani scelta è stata la 7.04 Feisty a 64 bit . Non è andato tutto liscio , in quanto la scheda video , una Nvidia 8500 GT non dispone di driver adatti , nemmeno scegliendo i restricted di ubuntu.
Per settare la scheda correttamente , occorre rivolgersi ai driver proprietari di Nvidia , con la scocciatura che ad ogni update del kernel bisogna ripetere manualmente la costruzione dei moduli adatti.
Se vi doveste trovare in una situazione analoga , l’howto che mi ha illuminato e guidato passo passo all’installazione dei corretti driver è qui .
Esiste inoltre un altro problemuccio con le versioni a 64bit di Ubuntu ed è il flash player 9 di macromedia.Infatti , non esiste il supporto a 64 bit per il software di adobe per le versioni Linux. Per poter fare in modo che tutto fili liscio , l’howto da seguire è qui.
Ieri poi ho rotto gli indugi e ho fatto l’upgrade a 7.10 , la Gutsy Gibbon.
Devo dire che nonostante siamo in release candidate , i passi avanti ci sono eccome. Il desktop è curato nei minimi particolari , con compiz attivato di default , la gnome 2.20 , la versione di thunderbird 2.0, nspluginwrapper installato di default per ovviare al problema flash e 64bit e tante altre chicche. Questo è il risultato del mio giocoso desktop cubicolare , attivato solo per motivi di test . Trovo infatti che in un ambiente produttivo di lavoro , il desktop in 3d introduce nausee e mal di mare .

Sulla parte server , ho attivato come al solito il dominio turbolearco.ath.cx in dyndns , alzato apache e una buona shell ssh , che però si può raggiungere solo via VPN , oppure in ipv6 all’indirizzo casale.demaitalia.com.
Sempre durante questa settimana d’inferno , mi sono trovato a combattere con un problema al Macbook.
Dopo aver installato Pocketmac for BlackBerry , il macbook ha cominciato a soffrire di casuale impossibilità di andare in stop. Se da principio non riuscivo a capire per quale motivo , dopo numerose ricerche , ho scoperto che l’impossibilità di attivare la modalità di sospensione erano dovute ad un malfunzionamento del modulo bluetooth. Dal momento che non lo uso , non avrei potuto rendermene conto se non usando systemprofiler.
Pensando ad un guaio software , ne ho provate di tutti i tipi : resettato la PMU e PRAM varie volte , niente da fare .Rassegnato a portare il mac in assistenza , ho fatto un ultimo tentativo . Il system check da DVD di ripristino . Procedere è molto semplice .
Per prima cosa bisogna inserire il DVD di Macosx nel lettore del macbook . Riavviare il portatile e premere il tasto C.
Una volta che il sistema si è avviato da DVD , scegliere il menù Installer -> Open Disk Utilty e scegliere il disco da controllare nella colonna di sinistra.
Selezionare First Aid e poi Verify Disk per controllare se sono presenti errori e Repair Disk per correggerli.
Nel mio caso l’utility aveva rilevato alcuni leggeri errori che ha provveduto a correggere.
Beh da quel momento il problema del modulo bluetooth non disponibile è quasi sparito. Sì , quasi , perchè proprio oggi quando ho iniziato a scrivere questo post dopo sei giorni di uptime e stop e ricariche lisce come l’olio , la maledetta zigzag sull’iconcina del bluetooth è ricomparsa
Continuerò nei giorni prossimi a monitorare la situazione , anche se so per esperienza che i casi sporadici e casuali sono di difficilissima risoluzione per i centri di assistenza. Insomma , non vorrei essere obbligato a sostituire il modulo bluetooth per un driver malfunzionante o semplicemente corrotto.

Qui devo essere un po criptico. Dopo i francesi che s’incazzano i francesi che socializzano
Parte oggi un bel programmino di beta test per lo sbloccaggio della Fonera Plus. Io mi cimento e anche Giorgio farà lo stesso , vediamo che salta fuori .
Beh se siete arrivati fino qui vi ringrazio , questa domenica , sono stato un po’ preso da suzukimarutite acuta.