Pacman, il meraviglioso gestore di pacchetti di ArchLinux – anche se poi non gestisce pacchetti, ma più correttamente, metapacchetti – è giunto alla versione 4.0.1-4. Per chi proviene dalla 3.5, come me, si è trovato una bella sorpresa dopo aver lanciato il consueto pacman -Syu: una volta scaricati i pacchetti da aggiornare, non c’è modo di installarli. Ci si trova infatti davanti ad un messaggio poco confortante:
error: failed to commit transaction (invalid or corrupted package) Errors occurred, no packages were upgraded.
Niente paura. Una breve ricerca sul forum di Arch e il rimedio è presto trovato.
E’ necessario ricreare una chiave gpg per pacman con il comando pacman-key –init ed aggiungere la seguente linea a /etc/pacman.conf
SigLevel = Optional TrustAll
Se durante la creazione della chiave gpg il sistema si lamentasse per una non sufficiente entopia del sistema potete provare a muovere/trascinare una finestra, se siete in ambito X, o se state amministrando un sistema senza server grafico, magari via ssh, potete procedere come segue: Installate rng-tools via yaourt (non avrete i problemi di pacman come sopra) lanciate come root il seguente comando:
rngd -f -r /dev/urandom
e di seguito – in un altro terminale -
pacman-key --init.
Ieri è stato rilasciato per Archlinux l’aggiornamento a Gnome 2.30. I cambiamenti, oltre al solito bugfix e un nuovo set di icone, sono incentrati su una migliore usabilità e facilità di accesso alle funzioni più comuni.
Purtroppo esiste al momento un bug di metacity, il gestore delle finestre di default di Gnome, per il quale se si clicca con il tasto destro nella barra del titolo della finestra si blocca tutto il desktop. Per ripristinare è necessario loggarsi in una console tty con CTRL+ALT F1 e uccidere il processo con killall -9 metacity .
Per ovviare a questo fastidio bisogna effettuare un downgrade di metacity, con il solito procedimento ” a la arch”
NB: Questo è un instant post che probabilmente perderà di valore tra una manciata di ore quando la community arch renderà disponibile il pacchetto patchato.
Come suggerisce vagamente il titolo di questo post , quest’anno andrò al LinuxDay a Pistoia.
Tra le ragioni di questa scelta c’è la location molto bella della nuova biblioteca San Giorgio , l’estrema vicinanza da casa e la presenza fra gli sponsor di un certo movimento di wifi sharing del quale ora non ricordo il nome
In questa settimana di ferrragosto sono stato un po’ a Venezia per trascorrere una mini vacanza . Ho portato con me l’Asus eeePC ed un modem Huawei e220 usb .
Non avendo a disposizione nessuna wireless e men che meno una connessione ethernet l’unica connettività possibile è stata tramite hsdpa con Vodafone. La connessione in tutta onestà si è comportata abbastanza bene con una velocità di tutto rispetto e pochissime disconnessioni forzate.
Per accedere alla rete ho usato il dialer ppp wvdial sotto ubuntu e la connessione è sempre avvenuta in maniera rapida e precisa. MI sono però subito accorto che c’è una piccola magagna collegandosi in PPP tramite usb modem e non usando Network-Manager : Firefox parte sempre in modalità non in linea.
In Firefox 3 infatti è stato introdotto un link a dbus per ottenere da Network-Manager informazioni circa lo stato di rete dell’host. Se Network-Manager non rileva nessuna connessione attiva , Firefox se ne accorge e parte in modalità non in linea.
Questa è una grossa scocciatura. E’ possibile ovviamente raggirare questo ostacolo in varie maniere , fra cui disinstallare Network-Manager . Io ho optato per il seguente workaround.
Aprire un terminale e digitare
[sourcecode language='css'] cd /etc/dbus-1/system.d
sudo nano -w NetworkManager.conf[/sourcecode]
Il contenuto del file NetworkManager.conf va editato sostituendo <allow send_interface=”org.freedesktop.NetworkManager”/>
con <deny send_interface=”org.freedesktop.NetworkManager”/>. L’occorrenza avviene per tre volte e in tutte e tre occorre cambiare il parametro .
[sourcecode language='xml']
"-//freedesktop//DTD D-BUS Bus Configuration 1.0//EN"
"http://www.freedesktop.org/standards/dbus/1.0/busconfig.dtd">
Ora è sufficiente riavviare (o far ripartire il daemon dbus ) e abbiamo risolto il fastidioso “offline-mode” di Firefox 3 su Ubuntu .
Credits Ubuntu Forums
Tipico esempio di post per riempire il blog e per dire : ” Vedi che anche se non ho un c*** da dire scrivo lo stesso !”. Mi sa che sto cominciando a riconoscermi tra le righe scritte dal Tagliaerbe.
In questi giorni , mi sto rompendo la testa per riorganizzare la Lan di una grossa azienda alimentare della zona. Il cliente ha richiesto funzioni abbastanza avanzate come il port authentication 802.1X , il web filtering e molteplici VPN a diversi livelli di accesso.
Grazie alla potenza di linux e al software open source si riesce a fare tutto con agilità , quello che mi preoccupa maggiormente è che il cliente ha chiesto di poter amministrare e cambiare i parametri a suo piacimento. Questo comporta una conoscenza , almeno di base , di Netfilter , Squid , Freeradius e di tutti i software installati. Una via potrebbe essere di fornire a corredo Webmin , che grazie ad un’interfaccia amichevole permetterebbe di amministrare il sistema ma al tempo stesso potrebbe creare disastri in mani poco esperte (oltre a tirarsi dietro problemi di exploit per conto suo !)
E’ un nodo spinoso che temo possa essere risolto solo con un’attenta analisi delle policy che il cliente intende governare e con la costruzione di tools appositi.
Vi faccio sapere poi come è andata .
Nel frattempo la richiesta di consulenza per un eventuale security test a chi ritengo essere persona valida e competente non ha ricevuto nessuna risposta dopo due email. Un ” Mi spiace , ma non sono interessato” sarebbe stato sufficiente !
Ci risiamo .
Dopo gli impazzamenti della scorsa settimana per conciliare versione a 32bit di Ubuntu 8.04 , 4 Gb di ram e drivers di Nvidia , stamane mi sono imbattuto in un’altra rottura di scatole con l’airone ardito.
In ufficio il computer di Sauro , il nostro designer , ha sempre avuto a bordo una versione di Ubuntu .
L’altro giorno ho provveduto all’upgrade di Gutsy Gibbon 7.10 tramite update manager. Tutto è proceduto senza intoppi ma al primo reboot i driver restricted per la Radeon 9550 non andavano per niente bene. Accelerazione hardware assente con inceppamenti di X .
Deciso a non perdere tempo ho seguito la guida di Unofficial Ati Linux Driver Wiki ed ho provveduto ad installare i driver proprietari di Ati. Anche qui il processo si è svolto nella maniera più liscia possibile , e dopo il secondo reboot la situazione sembrava radicalmente cambiata . Dico sembrava perché controllando se avessi ottenuto il direct rendering , mi veniva risposto maledettamente :
$ fglrxinfo
display: :0.0 screen: 0
OpenGL vendor string: Mesa project: www.mesa3d.org
OpenGL renderer string: Mesa GLX Indirect
Anche spulciando il forum di Ubuntu e il forum di Phoronix.com non riuscivo a trovare il bandolo della matassa.
La cosa che mi è saltata subito agli occhi era che il module fglrx non venisse caricato all’avvio di X e nemmeno manualmente con il comando modprobe fglrx. Eppure il modulo fglrx.ko era correttamente in /lib/modules/2.6.24-*/fglrx/.
Alla fine di un estenuante Google Fighting mi sono imbattuto in questo thread di ottobre 2007 per Ubuntu 7.10 che suggerisce il seguente workaround :
Fatto questo , è andato tutto a posto ; fglrxinfo | grep direct restituiva la stringa yes. Alleluya !
Finalmente piena accelerazione 3D anche con scheda Ati e Ubuntu 8.04 Hardy Heron.
Ora non per dire , va bene che l’upgrade che ho fatto da 7.10 partiva da un’installazione un po’ pasticciata , sempre per via dei driver di Ati , ma Ubuntu non dovrebbe essere la distribuzione Linux per esseri umani , quella senza intoppi e via lisci come l’olio ?
Dalle mie ultime esperienze con 8.04 sembra proprio di no !
Ero rimasto con i drivers di alsa da installare.
Prelevare i sorgenti di alsa :
sudo apt-get install alsa-source
Posizionarsi in /usr/src e scompattare i sorgenti:
sudo tar xjvf alsa-driver.tar.bz2
Entrare in /usr/src/modules/alsa-driver , configurare e compilare i driver:
sudo su
./configure
make
make install
depmod -a
Ora alsa è correttamente installato. C’è bisogno però di sbarazzarci di Pulse Audio , se non vogliamo che Firefox crashi in continuazione usando flash o che l’audio di skype si senta a balzelli.
Per farlo usiamo Synaptic e deselezioniamo tutte le voci relative a Pulseaudio.
Siamo arrivati in fondo , pare.
Esiste però ancora una macchia su tutte le Ubuntu che ho avuto modo di installare : Flashplugin-nonfree è instabilissimo !!!
Sul forum di Ubuntu ci sono decine di thread che discutono di questo argomento sin dalla 6.10 , molteplici voci sono state aperte su bugzilla , ma ad oggi la distribuzione di Canonical non è arrivata ad alcuna soluzione.
Ok , il problema è di Adobe , che rilascia (intenzionalmente ?? ) un prodotto bacato per Linux , ma le altre distribuzioni come Fedora , Mandriva , Gentoo , Arch etc. sono molto meno soggette a crash del plugin , almeno così si evince dando una rapida occhiata ai forum di discussione.
La speranza è che nei prossimi mesi , grazie a Open Screen Project di Adobe che apre pubblicamente le specifiche di flash , si possa arrivare ad un livello di usabilità soddisfaciente di Gnash o Swfdec ed abbandonare definitivamente il maledetto flashplugin-nonfree.
Problema:
Dato un computer con 4 Gb di memoria Ram e scheda video Nvidia Geforce , si installi l’ultima distribuzione Linux Ubuntu 8.04 , conosciuta anche come Hardy Heron , senza rinunciare all’utilizzo di tutta la memoria disponibile o agli ultimi drivers di Nvidia per linux 169.12.
Risoluzione del problema:

Rimarrebbe da sistemare ancora un paio di cosucce per rendere tutto perfetto , tra cui i driver alsa per la scheda audio e il completo sradicamento di pulse audio che fa crashare Firefox quando si guardano filmati in Flash.
Ci dedico un piccolo post domani.
Ho ricevuto l’iPhone giovedì scorso direttamente da Hong Kong , già bello che scarcerato e aggiornato alla 1.1.4.
Tra le prime cose di cui ho sentito la mancanza è stato ovviamente uno scarso supporto per Linux di questo meraviglioso gingillo.
In particolare mi premeva riuscire a riempire di canzoni gli 8 Gb a disposizione , visto che sul Macbook non ho nessun file mp3. Dopo brevi ricerche sono approdato ad un bel tutorial per Ubuntu che ho seguito , adattando qualche passo per applicarlo anche alla mia distro attuale , ossia Fedora.
Ecco per passi come operare per sincronizzare ottimamente via wireless il nostro iPhone con Amarok , l’amato player del lupo ululante.
Per prima cosa dobbiamo sbloccare l’iPhone , ma credo che questo ormai sia di una semplicità assoluta. Basta procurarsi Ziphone per Windows o Mac ed il gioco è fatto.
Una volta jailbreakato il nostro iPhone , installiamo mediante Installer.app BSD Subsystem e OpenSSH.
A questo punto dobbiamo agire sul nostro router wireless in modo che assegni un indirizzo ip definito per il nostro iPhone. Io uso dd-wrt su wrt54gs di Linksys e per assegnare sempre lo stesso indirizzo ad un apparecchio utilizzo dnsmasq , aggiungendo le seguenti stringhe nel campo dei comandi custom :
dhcp-host=xx:xx:xx:xx:xx,192.168.0.60
Alle x va sostituito il mac address dell’iPhone che si puo’ recuperare da Impostazioni->Generali->Info->Indirizzo Wi-Fi.
In questo modo , ogni volta che accederemo al nostro network wifi casalingo , il router assegnerà sempre l’indirizzo 192.168.0.60 all’iPhone.
Ora agiamo sulla nostra linuxbox. Se siamo già passati ad Ubuntu 8.04 , sarà sufficiente installare il pacchetto ipod-convenience che contiene tutte le dipendenze e gli script per montare file systems remoti via ssh.
Io invece ho usato Fedora ed ho installato gtkpod e fuse-sshfs.
Una volta installati i pacchetti , aggiungiamo il nostro account al gruppo fuse e creiamo una directory /mnt/iphone con permessi 777.
Lato Amarok nelle impostazioni alla sezione device , clicchiamo su add device . Il tipo di device da scegliere è ovviamente apple ipod , il nome Iphone e il punto di montaggio /mnt/iphone.
Salviamo e accediamo alla configurazione avanzata e immettiamo i seguenti parametri :
in pre-connection:
sshfs -o uid=500 root@192.168.0.60:/private/var/mobile/Media /mnt/iphone
(uid=500 è l’uid sulla mia linux box , scoprite il vostro con il comando id username )
In post-disconnection:
fusermount -u /mnt/iphone
Chiudiamo Amarok e proviamo se funziona il giochino.
Accendiamo l’iPhone , attiviamo la WIFI e il server ssh . Attendiamo una trentina di secondi e lanciamo Amarok . Dovrebbe presentarsi una mascherina che ci chiede una password. Immettiamo la parola alpine (password di default per il firmware 1.1.4 dell’iPhone) .
Et voilà , il contenuto del nostro iPhone apparirà come per magia nella colonna sinistra del playlist manager di Amarok.
A questo punto , basta selezionare una playlist di nostro gradimento da Amarok e con il tasto destro del mouse scegliere invia a dispositivo multimediale. Tornando alla sezione device di Amarok , far partire la coda di trasferimento e attendere la (piuttosto lenta a dirla tutta) copia dei brani dal nostro pc linux all’iPhone.
Riferimenti :
https://help.ubuntu.com/community/PortableDevices/iPhone
http://gentoo-wiki.com/HOWTO_Using_an_iPhone_With_Gentoo_Linux
Ormai sono un paio di settimane che ho tra le mani questo minuscolo laptop di Asus. Ho fatto tutti i miei test e le mie prove , e ora dovrebbe essere tempo di metterlo in produzione.
Ma per le mie trasferte ho ancora il mio fido macbook , con tutti i miei files e i miei tools , e francamente sostituirlo con il nuovo Mini Asus eee non sarebbe cosa semplice ed immediata.
Allora ieri sera mi è balenata in testa un’idea malsana. Lo faccio girare un po per l’italia di mano in mano di bloggerz e geeks.
Tra la sfera delle mie conoscenze , avevo un monte di candidati , potevo contattare Tommaso , a cui so che l’oggetto interessa molto , Fullo che è sempre attento agli ultimi gadget , Alfredo , anche lui interessato , e anche il pandemico Luca , anche lui pazzo per gli ultimi gingilli tecnologici.
Insomma , la scelta mi ha logorato per un paio d’ore , più che altro per il timore di deludere qualcuno.
Alla fine ho deciso , è ho individuato il primo destinatario per questo giro d’Italia dell’Asus Tripoli.
Ho puntato in alto , all’uomo che collega le macchine in tcp/ip con la sola imposizione delle mani , all’unico , solo , inarrivabile Andrea Beggi.
L’dea è questa : un periodo di prova di una decina di giorni , o più , poi Andrea deciderà a chi passarlo . Sul piccolo laptop , avete piena facoltà di fare quello che volete , installare , disinstallare sistemi operativi , periferiche esterne , tutto quello che vi passa per la testa . L’unica cosa che vi chiedo è di non modificare l’hardware.
Spero che tutto questo possa far piacere alla community blogosferica italiana e possa essere anche un buon test prima dell’acquisto , oppure fonte di recensioni indipendenti.
Un bel disclaimer a questo punto e anche una precisazione.
1)Non sono in nessun modo legato da contratti con Asus , il notebook l’ho comprato in Cina in un negozio ed è mio personale. Chi riceverà il notebook durante questo round robbin tour , non ha nessun obbligo di scriverne sul blog , ne’ sotto forma di recensione tecnica , ne’ di impressioni d’uso . Qualora lo voglia fare , non è obbligato a linkare il sottoscritto ( ho finito di dare la caccia ai link , ho i miei affezionati lettori che si aspettano notizie fresche sul wifi e su FON , e questo mi appaga di già , e molto).
2) Il periodo di prova durerà fino a metà febbraio 2008 , per quella data chiunque avrà il notebook in mano , sarà pregato di restituirmelo , sperando che sia nelle condizioni in cui è partito. Ma di questo non mi preoccupo , so che nelle vostre mani sarà al sicuro , quanto e forse meglio che nelle mie.
Non mi resta di fare gli auguri di Buon Natale a tutti i lettori di questo blog e un felice spippolamento dell’Asus eee ai fortunati partecipanti del test tour.